mercoledì, 30 aprile 2008,14:32

"Papà, mi sono fidanzata"
"Quanto guadagna?"
"Aspetta, andiamo a vedere sul web."

I redditi degli italiani sul web c'erano già.
Solo che non erano accessibili a tutti.
La qual cosa mi tocca relativamente, io sono una dipendente della P.A. e il mio reddito è quello derivante da un contratto collettivo accessibile a chiunque.
È giusto nella misura in cui sono pagata dalla collettività.
Non so, però, se sia altrettanto giusto per gli altri.

Per non saper né leggere, né scrivere, però, adesso vado a vedere quanto guadagna chi dico io...

scarabocchiato da: Thumper
tags: cose che non capisco, tra il serio e il faceto
hanno detto: commenti (4)
Commenti
#1   30 Aprile 2008 - 17:10
 
siccome anch'io sono nelle tue stesse condizioni, devo dire che (a parte la fame di pettegolezzi) non mi importa granchè. Vorrei però essere certo che il Fisco abbia fatto i controlli.
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#2   30 Aprile 2008 - 20:00
 
@Mauro: personalmente non mi importa un granché.
Però, al di là della legittimità, che spero qualcuno abbia verificato, prima di montare tutto 'sto ambaradan che, comunque, paghiamo noi che paghiamo le tasse, il mio discorso era più che altro filosofico...
(e il sito è talmente accessibile che oggi era impossbile controllare alcunché )

@Angela (che ha commentato altrove, ma credo fosse questo il post di riferimento): quelli veramente ricchi non dichiarano una mazza o dichiarano poco.
Ma gli ex mariti, quelli sì
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#3   30 Aprile 2008 - 20:04
 
Per caso stai pensando a quando guadagna Ronaldo (o un altro impedito come lui)?
Credi a me: meglio non andare a vedere se no ti viee una colica renale (come minimo).
Accontentarsi si deve.
Ciao
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Lavioladinverno

#4   30 Aprile 2008 - 21:27
 
Esiste un di DPR datato 73, che prevede che "Il centro informativo delle imposte dirette, entro il 31 dicembre dell'anno successivo a quello di presentazione delle dichiarazioni dei redditi, forma, per ciascun comune, i seguenti elenchi nominativi da distribuire agli uffici delle imposte territorialmente competenti: a) elenco nominativo dei contribuenti che hanno presentato la dichiarazione dei redditi; b) elenco nominativo dei soggetti che esercitano imprese commerciali, arti e professioni. 5. Con apposito decreto del Ministro delle finanze sono annualmente stabiliti i termini e le modalità per la formazione degli elenchi di cui al comma 4. 6. Gli elenchi sono depositati per la durata di un anno, ai fini della consultazione da parte di chiunque, sia presso lo stesso ufficio delle imposte sia presso i comuni interessati.".
Ora è evidente che negli anni settanta pensare di pubblicare sul web era roba da cartone animato degli antenati, però la norma va anche interpretata, sia alla luce degli strumenti che evolvono, sia alla luce delle norme nel frattempo intervenute, in questo caso in materia di protezione dei dati personali.
Come dicevo nel post, al di là del cazzeggio relativo alla curiosità verso alcuni soggetti, tra cui NON Ronaldo e simili, trovo scorretto (filosoficamente parlando) che chiunque, senza interesse legittimo da tutelare (quelli invece che ce l'hanno possono accedere ai dati a sensi della L. 241/90) e soprattutto senza esporsi (cioé senza fare richiesta, perché se è giusto che uno possa vedere quanto guadagno è altrettanto giusto che io sappia che ha chiesto di vederlo) possa vedere qualsiasi cosa.
Questa non è trasparenza, è radio serva.
E poi nascono le leggende metropolitane...

(Tant'è, comunque, che in via preventiva, il Garante ha chiesto di oscurare le pagine web)
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