Dice: "Io non mi fido di voi."
Figurati noi di te...
Finalmente anche la piccola filiale presso la quale ho stipulato non una ma ben due polizze RCA ha deciso di aprirsi al miracolo del bonifico bancario quale alternativa ai contanti per il pagamento dei premi.
Il che mi permette di pagare comodamente da qui (dove per "qui" si intenda ovunque ci sia una connessione web e un browser), mentre prima dovevo, visto che gli orari di apertura dell'agenzia nel periodo in cui scadono le polizze erano limitati al mattino, prendere ferie.
Due giorni, visto che ovviamente scadono una a inizio e una a fine mese.
W l'home banking.
Da quando mi sono temporaneamente trasferita in soggiorno con il portatile dell'UABM (che, ricordo, posso usare solo nelle ore serali e nei giorni non feriali), ho notato che la mia cucina fa strani rumori.
Come dei piccoli assestamenti.
Devo preoccuparmi?
TANTO RUMORE PER NULLA!
di Carlo Podda - Segretario Generale CGIL-FP
Il sito del Ministero per la Pubblica Amministrazione e per l'Innovazione presenta la seconda puntata dell'Indagine Pilota- Monitoraggio delle assenze per malattia dei dipendenti pubblici annunciando trionfalmente che, in virtù delle misure adottate dal Governo nella lotta ai fannulloni, le assenze per malattia nel mese di luglio '08 si sono ridotte del 37,1% rispetto al 2007 e che "la media delle assenze per malattia si porta su un valore medio di circa 10 giorni".
La notizia eccita i crociati contro i lavoratori pubblici, ma la notizia semplicemente non esiste, perché, come da tempo diciamo, già dal 2006 le statistiche ufficiali dell'ISTAT e della Ragioneria Generale dello Stato rilevano la media delle assenze per malattia del lavoro pubblico a 10,5 giornate annue.
Solo chi è accecato da un furore ideologico può non accorgersi che persino il Ministero non può oscurare del tutto la verità.
Infatti a pag. 17 si può leggere che "il confronto con i dati del Conto Annuale non è del tutto corretto" poiché i dati della Ragioneria Generale fanno riferimento al totale delle assenze retribuite e non alle sole assenze per malattia, ma il rapporto nasconde accuratamente che i risultati presentati si basano proprio su questa sostanziale differenza.
Comparare dati non omogenei è statisticamente scorretto, trarne valutazioni politiche lo è ancor di più, ma ci consola il fatto che l'indagine ci da ragione.
Inoltre continuiamo a rimanere perplessi sul carattere scientifico del campione tutt'altro che rappresentativo dell'universo delle pubbliche amministrazioni (210 contro le 3.200 registrate) che esclude settori come la sanità, la scuola, la maggioranza degli enti locali e quindi risulta rappresentativo di una piccola parte dell'universo che si pretende di analizzare.
Ora che il dato delle assenze per malattia è riconosciuto anche dal Ministero, sarebbe ora di smetterla con la criminalizzazione di un'intera categoria di lavoratori, tanto più se si considera che nel privato le stesse assenze si attestano a 9,6 giorni, come confermano i dati INPS.
Nel rallegrarsi del risultato che aumenta la produttività delle amministrazioni pubbliche il Governo dovrebbe, come farebbe qualsiasi datore di lavoro privato, premiare i lavoratori anziché tagliare i loro attuali stipendi e continuare a negare le risorse per il rinnovo dei contratti.
E se sul versante contrattuale non ci saranno radicali ripensamenti, in autunno il Governo potrebbe rimanere sorpreso da una nuova impennata delle assenze, ma questa volta quelle per lo sciopero dei dipendenti pubblici.
Roma, 7 agosto 2008
(con venti giorni di ritardo, ma non è colpa mia, sono ancora "ospite"
)
Il notaio è stato gentile.
Mi ha fatto lo sconto.
Solo tremilasettecento, senza i rotti.
Che culo, ah?! 
E se io facessi la bastardissima e mi procurassi tremilasettecentoespiccioli Euro in tagli da massimo 5 Euro (meglio ancora se in monete sonanti), dite che il notaio si incazzerebbe?