Tra l'apostrofo e le parole apostrofate non ci vanno spazi.
Quello su po' non è un apostrofo (tantomeno un accento).
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Tra l'apostrofo e le parole apostrofate non ci vanno spazi.
Quello su po' non è un apostrofo (tantomeno un accento).
UABM: "Amore, lo sai che lì fuori c'è un rapporto di scarpe otto (tue) a due (mie)?"
Thu': "Allora tirane via un paio delle tue, perché sono sicurissima che il rapporto di scarpe posseduto da me rispetto alle tue è sicuramente più alto di otto a due. 
E poi non sei preciso. Non ci sono otto paia di scarpe mie, ma due paia di scarpe, due paia di infradito, due paia di sandali e due paia di ciabatte
".
Morale, la Thumper oggi mette in ordine le scarpe. Sue. Per quelle dell'UABM bastano pochissimi minuti.
Prima di una parentesi aperta ci va uno spazio, come dopo una chiusa.
Prima di una parentesi chiusa non ci va alcun spazio, così come dopo una aperta.
Es.: Io vado (malvolentieri) al lavoro.
(Si noti che la regola vale per qualsiasi tipo di parentesi, sia essa tonda, quadra o graffa.)
(ad lib.)
fdf jkj fdf jkj fdf jkj fdf jkj fdf jkj fdf jkj fdf jkj fdf jkj fdf jkj fdf jkj fdf jkj
la mamma sala la salsa
Prima di un simbolo di punteggiatura non ci deve essere mai uno spazio, che invece ci deve sempre essere dopo (uno ed uno solo).
Fanno eccezione, talvolta, i punti, che possono essere attaccati a ciò che segue, quando sono parte di una sigla (es: D.P.R.) o quando sono puntini di sospensione; in quest'ultimo caso lo spazio va solo dopo l'ultimo.
Oggi sono stata al lavoro, ad un funerale, al CAF.
Ormai può andarmi solo meglio.
Il personale a tempo indeterminato della P.A. in servizio al 31/12/2006 era pari a 3.391.003 unità [fonte] (tutti aventi più di 18 anni).
La popolazione italiana conta 59.448.163 abitanti (2007), inclusi i minori (e, credo, gli stranieri residenti).
Supponiamo per un attimo che il corpo elettorale possa essere l'80% del totale, quindi 46.518.186 persone.
Ne consegue che il 7,29% degli italiani aventi personalità giuridica è dipendente della P.A..
Ammesso e non concesso che tutti coloro i quali non lavorano per la palla al piede pensino che i dipendenti pubblici sono dei fannulloni e
dato per assunto che i cosiddetti fannulloni invece abbiano tutti le palle piene di 'sta storia,
rilevato che 100%-7,29%= 92,71%,
la domanda inutile di oggi è:
come fa il 95% degli italiani ad essere con lui?
Devo andare dal dentista.
A fare le due cose peggiori che possa farti un dentista:
prenderti le impronte e presentarti il preventivo.
Povera me, ho già la sensazione del vomito...
Io ne avrei un pochino le palle piene di continuare a leggere cose come quelle che scrivono in questi giorni le maggiori testate giornalistiche in riferimento alla pubblica amministrazione (e ai suoi dipendenti. Mai che parlassero degli amministratori...).
Sul fatto che la P.A potrebbe funzionare meglio siamo tutti d'accordo, nessuno più di chi ci lavora lo sa.
Ma che la causa dei malfunzionamenti sia da ricercare solo tra i dipendenti, è tutto da dimostrare.
Tra l'altro, ricordano questi signori che sono anch'essi dipendenti dello stato?
E che ciascuno di loro "costa" in un mese all'incirca quello che guadagna di netto/anno un impiegato medio della P.A.?
E che 11 giorni procapite l'anno di assenza per malattia sta nel fisiologico, visto che un'influenza ti incatena per almeno una settimana?
E che in quegli altri 11 giorni (l'articolo parlava di 22 giorni medi di assenza l'anno escluse le ferie) ci sta tutto il resto: infortunio (evidentemente i dipendenti della P.A. si fanno meno male dei dipendenti del privato... sarà perché non fanno straordinari?), permessi sindacali, congedi parentali (e qeusti ultimi sono, al pari delle ferie, un diritto)...
Io non sono una fannullona.
In quasi vent'anni di servizio non sono mai arrivata un solo giorno in ritardo, non ho mai fatto un'assenza ingiustificata, non sono mai stata richiamata, non ho avuto note di demerito (ho anzi al mio attivo un encomio solenne), ho fatto per anni un lavoro di concetto essendo pagata da impiegato d'ordine, non mi sono mai tirata indietro, nonostante non mi paghino gli straordinari, quando c'era bisogno di fermarsi oltre l'orario, ho sopportato le ire perlopiù immotivate dei cittadini convinti che "essere al loro servizio" significhi essere i loro servi, supportati più che mai ora dalle affermazioni di chi sta al governo.
Posso dire che ne ho le palle piene di queste affermazioni gratuite?
Qualcosa mi fa credere che qualcuno stasera prima di andare a dormire accenderà i condizionatori...
Dicono che il provvedimento di detassazione degli straordinari(*) non riguarderà quelli del pubblico impiego.
Fannulloni e bastonati.