sabato, 28 aprile 2007,13:03

Metti una sera a cena...
Sei commensali, quattro donne, due uomini.
Nessuna coppia.
Una su cinque (ancora) sposata, tre su cinque conviventi.
Una con un matrimonio decennale alle spalle.
Una con una convivenza decennale alle spalle.
Cinque fumatori su sei (un record!).
Un ex fumatore su sei.
Tutti hanno bevuto vino, chi più, chi meno.
Le donne: due bionde, una mora, una rossa.
Due paia di occhiali.
Quattro in sovrappeso, di cui uno molto in sovrappeso, due in lieve sottopeso.
Uno arrivato in anticipo,  molto in anticipo.
Quattro in lieve ritardo (ma arrivate assieme).
Uno molto in ritardo.
Cinque "informatici" su sei.
Due laureati su sei.
Due quasi laureati su sei.
Due se ne fregano.

Io dove sto? ;)

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martedì, 24 aprile 2007,23:13
Ho passato una giornata con mia sorella.
Mia sorella è molto diversa da me, e non solo fisicamente.
Abbiamo avuto gli stessi genitori, eppure abbiamo avuto genitori diversi.
Perché nessuno è uguale con persone diverse.
Neanche i genitori.
E non perché “facciano differenze”, ma perché ogni figlio ha le sue esigenze e le sue peculiarità.
(Non c’è peggior discriminazione che trattare da uguale chi uguale non è)
 
Mia sorella una quindicina di anni fa ne stava combinando una che a mio padre sembrava particolarmente grossa.
Così mio padre le disse, perentorio: “O la smetti, oppure quella è la porta””.
Mia sorella ha smesso (o almeno così gli ha fatto credere).
Io gli ho detto: “Lo sai, papà, che se tu l’avessi detto a me io me ne sarei andata?”
E lui: “E infatti non l’ho detto a te.”
 
Mio padre conosceva i suoi figli, ma noi figli conoscevamo nostro padre.
 
Mio padre è morto com’è vissuto, d’istinto.
 
Ieri, nelle tante ore passate assieme, io e mia sorella abbiamo sorriso di aneddoti che lo riguardavano.
Che riguardavano il suo carattere.
Sanguigno, irruente, categorico.
Per lui esisteva un solo punto di vista: il suo.
 
Ma poi, alla resa dei conti, è stato molto più liberale di certi padri apparentemente “moderni”.
 
Vorrei scrivere di te, papà.
Di come ci hai obbligati (e abituati) a orari precisi, a chiedere il permesso per alzarci da tavola, ad imparare a fare tutte quelle cose che ci sembrava inutile imparare.
Sarà per questo che oggi non siamo mai in ritardo, conosciamo la buona educazione (salvo riservarci il diritto di non applicarla, quando ci vuole ci vuole) e camminiamo nel mondo con la testa alta di chi deve niente a nessuno.
Di come, a meno di un diluvio, non ci hai mai accompagnato a scuola (e mica ci spaventa il tempo, adesso), dei manrovesci da chilo che ci ha rifilato (quasi sempre a ragione), quando proprio sembrava non ci fosse altro modo per convincerci.
Più che altro per convincere me, testona (che oggi quando non ci penso mi chiedo come mai mia figlia sia così tenace), che ti assomiglio così tanto sia nel fisico che nel modo di essere.
No, vorrei scrivere A te, papà.
Ti stupiresti, papà, di come mi sono ammorbidita (e non solo per l’epa superflua che mi circumnaviga).
Di come i tuoi amici sono i miei amici.
Di come mi sorprendo a dire a mia figlia le stesse identiche parole che tu hai detto a me.
A camminare, quando aspetto qualcuno, con le mani dietro la schiena come facevi tu.
 
Papà, te ne sei andato, ma non ci hai lasciate.

 
Dio del cielo, Signore delle cime
un nostro amico hai chiesto alla montagna
ma ti preghiamo su nel paradiso
su nel paradiso lascialo andare per le Tue montagne
Santa Maria, Signora della neve
copri col bianco soffice mantello
il nostro amico il nostro fratello
Su nel paradiso lascialo andare per le Tue montagne
  
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martedì, 24 aprile 2007,21:49

Non sono ancora riuscita a capire
se con la nascita del PD
coloro che vi appartengono
saranno tutti democristiani
o tutti cattocomunisti.

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martedì, 24 aprile 2007,11:50

Oppure potrebbe essere tutto l'opposto
Oppure potrebbe essere
Oppure potrebbe
Oppure
Op
Op
Op
...

Hop hop hop
com'è misteriosa
la leggerezza
Hop hop hop
è una strana cosa è una carezza che non vuoi
Hop hop hop
cerca di inventare la tua leggerezza e volerai...

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martedì, 24 aprile 2007,11:08

Anche oggi sono in ferie (e il tempo si è guastato), così, cercando di non farmi fagocitare dalle mille e mille cose che avevo detto che avrei fatto (più per giustificarmi dall'aver preso ferie che per altro), prima di produrre (se sono in ferie, produco?), faccio un giretto per i blog.
Parto da quelli linkati da me e poi vado a ruota libera.
Leggo di tutto, robe serie, robe facete, robe schifide (nel senso che a me appaiono tali; il principio secondo il quale ognuno a casa sua è libero di far ciò che più gli aggrada, è valido erga omnes), ...
Ma, com'è come non è, un argomento incontro quasi quotidianamente.
Un argomento
di cui io ormai parlo solo di sfuggita.
Ma se così tante fanciulle si prendono la briga di affrontarlo, ci sarà pure il suo bel perché.

Allora: una simpatica Phoebe (già il nome è simpatico, e chi non sa chi è Phoebe, non sa nulla di gatti rognosi) divide i trentenni (maschi) in categorie.
E, ca%%o, ha tanta di quella ragione da far paura.
Ai trentenni maschi, mi verrebbe da dire.

Secondo la mia modesta opinione (ed esperienza), quella dei Peter Pan è la più numerosa.
Ma cosa succede poi quando questi P.P. passano dai trenta ai quaranta?
Mah, in generale, non lo so. Di uno posso dire che è "in crisi" (perenne).
E un bel "chissenefrega" (di rebound) non lo vogliamo dire?  


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lunedì, 23 aprile 2007,22:36

Passavo davanti a "Blob" e, a parte Pippo Baudo che imita Michael Bublè che imita Eminem, che avevo già avuto modo di apprezzare su RaiSat qualche sera fa, avete visto?, Ratzinger mangia con il bavaglino!

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lunedì, 23 aprile 2007,22:07

Ieri era una bella giornata, di quelle in cui con un minimo di buona volontà riesci ad assumere un colore meno malaticcio di quello che ti porti addosso tutto l'inverno, senza artifizi in polvere o spray (di cui, ovviamente, sono fornita), così mi sono accomodata sul terrazzo, sdraio, tavolino, camel, accendino, posacenere, e, ovviamente, un libro.
Quando mi metto a prendere il sole tendo a leggere qualcosa qualcosa di leggero e/o che ho già letto, tanto per potermi concentrare più nel prendere ogni singolo raggio di sole che sulla lettura.
E ieri la scelta è caduta su
questo.
"Dobbiamo parlare".
"Devo andar via per un po'. Penso che abbiamo bisogno di stare ognuno per conto proprio, solo per un periodo. Mi dispiace farlo così, ma è che non sono felice."
Pensa, anche in Irlanda fanno le pause di riflessione.

Anche oggi era una bella giornata, ma sono andata all'IKEA.
Non c'ero mai stata.

Pure domani sarà una bella giornata.
E dopo che avrò sistemato i documenti per il 730 e gli armadi (non è più possibile rimandare il cambio di stagione), mi godrò un po' di sole.
E il resto del libro.

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domenica, 22 aprile 2007,09:05

Su Sorelle d'Italia, Giulia si chiede perché ci sono poche donne in politica e Sissunchi perché ha lottato per questi risultati.

E son domande interessanti, entrambe con risposte multiple tutte giuste e tutte sbagliate.
Io, arrabbiata, al primo quesito ho dato una risposta che ritengo non errata, ma, come giustissimamente mi hanno fatto notare, anche non perfetta.
La seconda domanda rincorre la prima, e la risposta è ancora la stessa:
Le donne devono fare qualunque cosa due volte meglio degli uomini per essere giudicate brave la metà.
Solo che le donne, oltre a quello che fanno gli uomini, ogni sacrosanto giorno, fanno cose che nessuno si accorge che fanno, ma quando non lo fanno sì che se ne accorgono.

Io sono notoriamente una fortunata.
Però quando dico che mia figlia e mio "figlio" si rifanno il letto da soli, tutte le donne che mi circondano in quel momento strabuzzano gli occhi: "Fai fare il letto ai ragazzi????????" (i ragazzi hanno, rispettivamente, 21 e 15 anni e posseggono lo stesso numero di falangi della sottoscritta).
Sì, signore, dall'età di 11 anni.
E si sparecchia tutti.
E la roba sporca ciascuno la mette nell'apposito contenitore, meglio se non appallottolata.
E la biancheria pulita ciascuno la piega e la sistema nel proprio armadio.
E se vi serve qualcosa da stirare e io non sto stirando ve la stirate.
Eccetera.

A casa mia nessuno si stupisce o mortifica perché non mi occupo di tutto io.
Ma appena esco sul pianerottolo, sì.
E mediamente ottengo due reazioni opposte:
una di malcelato stupore misto a invidia, l'altra di disapprovazione misto a disgusto. Da parte, pensate un po', quasi esclusivamente di altre donne. 

Vi racconto un segreto:
Mia figlia non si fa il letto (sistema la biancheria, sparecchia, eccetera) perché io sono miracolata.
Lo fa perché è stata educata a farlo.
Perché sua madre (io), sin dalla nascita, non le ha fatto credere che tutto le fosse dovuto; perché aveva due anni che raccoglieva i suoi giocattoli prima di andare a letto e io già passavo per Crudelia Demon.

Ecco. O ci facciamo fagocitare o passiamo per Crudelia Demon.

Ma a me interessa quello che pensano i miei coinquilini, non quelli fuori dal pianerottolo.

Delegate, ragazze, delegate
E non solo la parte ludica, come di solito facciamo.

Buona domenica. Domani IKEA.

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sabato, 21 aprile 2007,22:08

Sono stanca.
E anche un po' delusa.

Delusa da un lavoro che non mi piace (perché mi consuma gli occhi e poi mi mangia le giornate), da un'andazzo generale di menefregomavogliofarcrederedinteressarmi, dall'essere circondata da idioti tali per cui i vedi idioti appaion inte
lligenti.

Ma ho trovato il CUD.

Bon, sa' cosa? Vado a dormire.

 

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sabato, 21 aprile 2007,11:18

Ci siamo quasi.
E` tempo di radunare i documenti per la dichiarazione dei redditi.
Ecco le spese mediche (da dividere e sommare per persona giuridica), ecco la dichiarazione della polizza vita (quest'anno mi è andata bene, l'ho trovata quasi al primo colpo), ecco le ricevute delle devoluzioni volontarie alle Onlus, ecco il CUD dell'UABM, ecco le copie delle quietanze delle RC Auto (una, due, tre). 
Ogni anno manca qualcosa, mi par strano che quest'anno vada liscia...
DOVE CA%%O E` IL MIO CUD??? 

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venerdì, 20 aprile 2007,18:54

... tutti chiusero gli occhi nell'attimo esatto in cui sparì
altri giurarono e spergiurarono che non erano mai stati lì...

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