mercoledì, 28 febbraio 2007,15:15

Verso le nove, stamattina, ho dato un'occhiata a quello che avevo sulla scrivania:
Tutto quello che andava evaso entro oggi era stato evaso.
Tutto quello che c'era poteva aspettare domani.
Domani sera ho una riunione fuori orario.
Martedì prossimo anche.
E allora ho fatto lippa (*).
Mi sono presa quattro magnifiche ore di compensativo (chissà perché, ma non riesco mai a finirle tutte).

Mi par di essere più ricca.


(*) dalle mie parti, i ragazzi, quando marinavano la scuola, andavano nei campi a giocare alla lippa, appunto.

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martedì, 27 febbraio 2007,15:33

Le cinque e dieci.
Non dormo.
Mi sono svegliata incazzata come un treno. Stavo sognando scazzi con il capo (non mi pagava la produttività).
Mi giro dall'altra parte.
L'UABM dorme. Beato lui.
Non dormo.
Penso.
Male. Malissimo.
Ieri avevo fatto un lavoro, certosino, per una pigna.
Non ricordo se ho controllato una certa cosa.
A naso direi di no.
Non dormo. E penso.
Sempre peggio.
Cinque e venti.
Tanto vale che mi alzo, altrimenti finisce che mi addormento tra mezz'ora e poi, alle sei e mezza, son rincoglionita.
"Dove vai?" "Sono sveglia. Tu dormi".
Obbedisce (non so neanche se si sia effettivamente accorto di qualcosa).
Subito in cucina ad accendere la macchinetta del caffé (almeno tra un'ora sarà bella calda e il caffé buono), in bagno, pipì, mi lavo i denti, il bite.
Metto a posto due cose in cucina, riguardo Luciana, che domenica ha superato se stessa, e son subito le sei.
Vado a svegliare l'UABM.
Lui in bagno, io do aria alla stanza e nel frattempo rifaccio il letto.
Mi lavo.
Caffé (sono ormai le sei e mezza) e sigaretta.
Mi vesto e mi trucco.
Vado.
Alle 7.10 sono in ufficio.
Controllo subito il lavoro fatto ieri.
Era a posto, chetticredi?
Alle 7.45 vado a prendere la busta paga.
Era a posto, chetticredi?

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domenica, 25 febbraio 2007,09:48

Ed eccoci qua.
E` di nuovo domenica.
Prevedevano, sia per oggi che per ieri, acquazzoni.
E invece il cielo è sereno.
Ed anch'io lo sono.
Il pane sta lievitando, il ragù si sta scongelando (scongelando, sì. Quando lo preparo ne faccio tanto, così da averne sempre di pronto).
Ora sistemerò prima un po' la casa, poi me stessa.
E, nel pomeriggio, andremo a festeggiare i trentacinque anni di mia sorella.

Oggi il tempo sembra essere dilatato.

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sabato, 24 febbraio 2007,19:52

Quando compi gli anni sai che il tempo passa.
Ma quando compie gli anni tua sorella e ti ricordi esattamente come te l'hanno detto, come hai reagito, e cos'hai fatto nelle ore immediatemente successive...

Prima considerazione: tua sorella è più giovane.
Seconda considerazione: abbastanza, anche, visto che te lo ricordi così bene.

In ogni caso, auguri, sorella!

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giovedì, 22 febbraio 2007,17:52

Ed in nome del progresso / il dibattito sia aperto,
parleranno tutti quanti / dotti medici e sapienti

Tutti intorno al capezzale / di un malato molto grave
anzi già qualcuno ha detto / che il malato è quasi morto

Così giovane è un peccato / che si sia così conciato
si dia quindi la parola / al rettore della scuola

Sono a tutti molto grato / di esser stato consultato
per me il caso è lampante / costui è solo un commediante

No, non è per contraddire / il collega professore
ma costui è un disadattato / che sia subito internato

Al congresso sono tanti / dotti, medici e sapienti
per parlare, giudicare / valutare e provvedere
e trovare dei rimedi / per il giovane in questione

Questo giovane malato / so io come va curato
ha già troppo contaggiato / deve essere isolato

Son sicuro ed ho le prove / questo è un caso molto grave
trattamento radicale / prima che finisca male

Mi dispiace dissentire / per me il caso è elementare
il ragazzo è un immaturo / non ha fatto il militare

...

Al congresso sono tanti
dotti, medici e sapienti...

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mercoledì, 21 febbraio 2007,22:28
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martedì, 20 febbraio 2007,17:35
Ci avevo l'inspiration point e lui continuava ad insistere che c'era un errore di visualizzazione della pagina (secondo me spara errori random, tanto per confondere l'utente...).
Poi mi sono ricordata che non è l'unico browser che c'ho...


COMUNQUE, volevo dire un paio di cosette:

Uno:
Si sta avvicinando la primavera. E con essa l'ansia.
Ho comprato il lexotan?

Due:
Quando era piccola faceva domande facili, tipo: "Dove va a dormire il sole?" (dietro la montagna, dove volete che vada a dormire il sole? Almeno per chi ha le montagne a tiro da usare pret a porter).
Adesso domanda "Ma se io fossi omosessuale, tu cosa diresti?" (dove sono le montagne? )
Ora, giuro!, non so cosa direi. Mi piacerebbe poter affermare senza ombra di dubbio che la cosa non mi scalfirebbe. E probabilmente sarebbe così.
Ma, figlia mia, perché mai dovrei preoccuparmi qui e ora di una cosa che non esiste?
O esiste e non sai come dirmelo?
"No, no, era tanto per sapere".


Datemi il beneficio delle vostre convinzioni, se ne avete.
Ma tenetevi i vostri dubbi, che ne ho abbastanza di miei.

(qualcuno l'ha detto, non ricordo chi. Si accettano indicazioni di copyright)
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lunedì, 19 febbraio 2007,20:30

Scheggia si chiede quale sia la profondità delle conoscenze/amicizie che avvengono in rete.
Ipotizza un parallelo con i pen pal.
Allora io mi chiedo: quanto erano profondi i rapporti con gli amici di penna?

Io ho avuto un paio di amiche di penna.
La prima, Cristina, conosciuta sull'arena dell'isola del sole a soli sei anni, era di Asti.
Non ci siamo più riviste, ma ci siamo scritte praticamente per quindici anni.
La seconda, Elisabetta, viveva al terzo piano del mio condominio, eravano amiche del cuore,
ma, finita (lei) la quinta elementare, la sua famiglia si è trasferita. Ad una trentina di chilometri (forse meno, controllo... 35,2, da casa mia a casa sua, google maps is your friend)... Ci siamo viste ancora, i suoi nonni abitavano comunque in città e ogni tanto si andava a trovarli.
Non so quando abbiamo smesso di scriverci e vederci.

Per contro, posso portare decine e decine di esempi di amicizie reali finite più o meno allo stesso modo: si cambia città, si cresce, si prendono strade diverse, e si smette di essere in sintonia.

Tutto qua.
Niente di grave.
C'est la vie.
Tout passe, tout casse, tout lasse
(che non so cosa cacchio voglia dire, ma suona appropriato )

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giovedì, 15 febbraio 2007,19:21

Me lo ripeto ormai da più di un anno.
Devo cambiare lavoro.
O più precisamente, visto che sono una dipendente della P.A., devo cambiare posto di lavoro.
Voglio vedere facce nuove.
E soprattutto non voglio vedere alcune delle facce vecchie.
Una, in particolare.


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mercoledì, 14 febbraio 2007,22:25

Chiuso per festeggiamenti

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martedì, 13 febbraio 2007,20:11

E DiCo qua e DiCo là, sono PACS mascherati (DiCono), la famiglia è in pericolo (sempre DiCono)... io l'ho letto, 'sto ddl.

Posto che sono d'accordo con chi dice (!) che gli italiani avrebbero almeno una decina di cose più importanti di cui discutere in questo momento storico, posto che però anche di questo bisogna parlare (non necessariamente in questa sede), non ci trovo niente di assomigli né ad un matrimonio né ad un PACS (anche se non capisco come possa qualcosa assomigliare o non assomigliare a qualcosa che non esiste (nel sistema giuridico di riferimento)).

Non entro neanche nel merito dell'ingerenza del clero in questa (come in altre, passate e future) faccenda, persona più titolata di me si era già espressa poco dopo l'anno zero.

Insomma delle somme, così, a caldo, questo dll mi sembra piuttosto poco pericoloso.

La gente che voleva sposarsi (esclusi quelli che vorrebbero ma non possono, perché di sesso uguale o per altri motivi) continuerà a sposarsi.
Quelli che non lo volevano continueranno a non farlo e forse non faranno neanche i DiCo (si fanno, i Dico?) (si veda, a questo proposito, la scarsissima adesione ai registri opportunamente predisposti in alcuni comuni (di sinistra, of course) per le convivenze).

E poi, che fastidio (vi) da?

P.S. [19/2/2007]:

Costituzione della Repubblica Italiana

(... omissis...)

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

(... omissis...)

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