Finalmente, una settimana di ferie.
Buoni propositi per le ferie:
1) non mangiare troppissimo
2) riposare quanto possibile
3) abbronzarsi il più possibile (per due motivi fondamentali: l’abbronzatura rende più belli e fa sembrare più snelli)
Finalmente, una settimana di ferie.
Buoni propositi per le ferie:
1) non mangiare troppissimo
2) riposare quanto possibile
3) abbronzarsi il più possibile (per due motivi fondamentali: l’abbronzatura rende più belli e fa sembrare più snelli)
Stavolta parto davvero
quanto vento stasera
che mi soffia alle spalle
C'è solo un'ombra sul cuore
silenziosa e leggera
ma ci dormirò
Ma sarò scema?
Ho i capelli così corti che quando ci passo le mani bagnate schizzo tutto lo specchio. Che devo pulire io. ;)
Evidentemente, sì, sono di parte :)
Ma bisogna pur prendere delle decisioni, nella vita!
E` stato detto che sono di parte.
Se essere di parte è avere un’opinione, sì, sono di parte. Embé?
Ma noi, com’è già stato detto in occasione delle ultime consultazioni politiche, non siamo un campione significativo per gli exit poll ;)
A quei fetenti che si sono fregati il serbatoio (pieno) della barca auguro di restare in panne in mezzo al mare quando tutti se ne sono andati.
E prima che arrivi, posto che arrivi, la guardia costiera a salvarli, che gli grandini sulla pelle TANTO arrossata dal sole, che il mare sia così mosso da far loro vomitare anche l'anima e che una volta in porto gli controllino i salvagenti che non hanno.
E tutta una serie di altre sfighe inenarrabili.
Le cose preziose vanno trattate con cura, altrimenti si rompono in modo irreparabile. La nostra Costituzione è un oggetto prezioso. Perché fissa le libertà, i diritti e le garanzie sulle quali si fonda il paese. Cambiare la Costituzione si può. Anzi, in alcune parti, è persino necessario. La si deve cambiare per garantire maggiori diritti e libertà ai cittadini e alle amministrazioni locali (Comuni, Province, Regioni), a partire da un federalismo efficace. Quello che non si può fare è «rompere» la Costituzione. Insomma farla a pezzi, perché i guasti successivi cadrebbero interamente sulle spalle degli italiani. Il 25 e 26 giugno si interamente terrà il referendum sulla riforma della Costituzione voluta dalla destra. Questa riforma riscrive ben 53 articoli della nostra Costituzione repubblicana: in pratica, la demolisce. La possiamo bocciare votando NO.
Votiamo NO perché: non accettiamo un Paese diviso, lacerato, paralizzato, discriminato ancor più tra Nord e Sud. Vogliamo un'Italia unita, dove i diritti siano uguali per tutti i cittadini, dove la solidarietà sia un valore fondamentale. Votiamo NO perché: non vogliamo che il Presidente del Consiglio abbia poteri «assoluti», che possa sciogliere la Camera dei Deputati a suo arbitrio. Vogliamo che il Parlamento eletto dal popolo abbia i poteri per tutelare i diritti e le libertà dei cittadini, che il Presidente della Repubblica sia un garante, rispettato ed autorevole, che la Corte Costituzionale sia autonoma. Votiamo NO perché: non accettiamo di mandare in soffitta i valori fondamentali e i diritti scritti nella nostra Costituzione nata dalla lotta di Liberazione. Vogliamo dare significato pieno a quei valori, allargare lo stato sociale, arricchire la convivenza civile, rafforzare le istituzioni, l'unità del nostro Paese e la nostra democrazia. Votiamo NO perché: la riforma della destra ha un costo finanziario altissimo che pagheremo noi cittadini; non è né moderna né lungimirante. Noi invece vogliamo guardare al futuro. Il 25 e 26 giugno votiamo NO.
Ringrazio anticipatamente quanti si adopereranno per questa giusta causa.
Addio, Superidea.
Dopo anni di onorato servizio, stamattina la macchina per il caffè espresso ha esalato l’ultimo respiro.
A nulla sono servite le cure che prontamente le sono state somministrate dal mio cavaliere errante.
Oggi caffè di moka. E quindi giornata di moka.
Nel tardo pomeriggio abbiamo adottato la sostituta.
[Roba di alcuni anni fa...]
Caro (Egregio? Spettabile? Gentile?) signor ("nome comune di cosa", quindi minuscolo) Severgnini, premetto che se l'é voluta lei ("Fatemi sapere se sono sassi o pepite") (o preferisce che le dia del "voi"? O, più confidenzialmente, del "tu"?), e che avrei più argomenti sui quali disquisire, ma vorrei dedicarmi al secondo paragrafo del capitolo "Le cose che facciamo in ufficio" ("Manuale dell'uomo domestico" - edizione 12/2002 Rizzoli, pagine 196/197).
Seppur divertita dagli esempi indicati, mi indigno.
L'italiano è una lingua ricca. Per ogni vocabolo (neologismi forse a parte) esistono almeno quattro sinonimi (persino Word2000 sa che aeromobile = aeroplano = aereo = apparecchio = velivolo - provi: <shift><F7>), ma la maggior parte degli italiani non li conosce. Perché non li legge, perché non li sente. Non li usa.
Perché non esistono più le maeste delle scuole elementari che segnano in blu (errore veniale) la ripetizione degli stessi termini nei temi e in rosso (errore grave) la ripetizione evitabile nella stessa frase.
Lei stesso, più avanti, utilizza prima "contraddizione in termini" e poi (qualche pagina dopo) "ossimoro". Se la prima definizione può essere facilmente tradotta, secondo lei quanti dei suoi lettori conoscono (senza consultare il dizionario) il significato della seconda?
Perché impoverire ulteriormente il nostro lessico?
E poi, una cosa è la conversazione tra persone legate da affetto, amicizia, ecc., altro è dialogare con unterlocutori ufficiali, altro ancora è scrivere documenti di qualsivoglia genere (lei articoli, libri, io, dipendente della P.A., atti vari, nei quali, Bassanini dica quello che vuole, non posso scrivere "Cara signora Maria, lei deve pagare 50,00 Euro altrimenti le mando l'Ufficiale Giudiziario.").
Ancora: mi si contorcono le budella quando, soprattutto nel nord-ovest, sento frasi del tipo: "Noi andiamo al cinema. Vieni anche TE?", mi vengono i sudori freddi quando lo stesso tipo di locuzione la sento da conduttori di TG / attori di soap / conduttrici di talk-show (vuole nomi e cognomi dei giornalisti, copionisti (si dice così?) della soap, fascia oraria della show_woman?), ma potrei uccidere quando la leggo.
Non dirò a mio marito (posto che io gli rivolga ancora la parola) "Caro, hai prenotato l'aeromobile?", la signora Maria sarà la Gentile signora Rossi ecc..
[non sono Puntinista: il primo chiude l'abbreviazione di "eccetera", il secondo chiude la frase ;-)) ]
Se troverò degli altri sassolini, glielo farò sapere.
Cordialmente
Ancora niente.
Se la stagione non si decide a conformarsi al calendario, non mi libererò mai di questo senso di fastidio costante.
Ancora grigio, ancora instabile.
Ma non era marzo ad essere pazzerello?
E poi mi vien da ridere pensando a Mauri che, dall’alto della sua non dimostrata età, qualche giorno fa sentenziava: “Aprile non ti scoprire, Maggio va adagio, mi fin giugno la canottiera no’ la cavo! ;)”.
Beh, è giugno. Avete tolto la canottiera?